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In cosa consiste la diagnosi energetica del condominio?

Mar 20, 2019 | Manutenzione

La diagnosi energetica del condominio consiste nell’individuare alcuni interventi migliorativi con il compito di limitare i consumi dell’immobile. Scopriamo quando e come viene effettuata.

Il decreto ministeriale del 26 Giugno 2015, attuativo della legge 3 agosto 2013, n. 90 sulla prestazione energetica nell’edilizia, sancisce l’obbligo diagnosi energetica condominio e negli edifici.

La diagnosi energetica obbligatoria nel condominio è vincolata dalla responsabilità di ripartire i consumi del riscaldamento secondo quanto stabilito dalla norma UNI 10200 aggiornata nel 2018.

diagnosi energetica condominio

Diagnosi energetica del condominio: significato e definizione

La diagnosi energetica uni 10200 consiste in un’indagine effettuata su un immobile al fine di valutare come viene consumata l’energia, ovvero la qualità e la quantità di energia impiegata dai diversi impianti centralizzati (raffrescamento, illuminazione e riscaldamento).

I condomini con anno di costruzione non recente hanno perlopiù impianti termici centralizzati deteriorati e inefficienti. Al fine di correggere gli sprechi energetici non basta sostituire la vecchia caldaia con una più recente. In questi casi è necessario procedere con una diagnosi energetica dell’edificio e dell’impianto per capire quali sono i campi d’azione e ridurre l’inquinamento e i consumi.

Il Decreto Legislativo 102/2014, attuativo delle direttive europee in materia di salvaguardia ambientale, ha introdotto importanti novità in materia di prestazioni energetiche degli immobili.

In generale contiene le definizioni e le indicazioni di calcolo per raggiungere l’obiettivo nazionale di efficienza energetica.

Perché si fa una diagnosi energetica dell’impianto termico?

Il decreto legislativo 102/2014 ha imposto l’obiettivo di ridurre i consumi del riscaldamento degli edifici con un’esatta ripartizione delle spese al fine di dare maggiore consapevolezza ai consumatori. Per assolvere questo obbligo entro il 30 Giugno 2017 tutti i condomini hanno dovuto impiegare un sistema di contabilizzazione del calore che richiede una ripartizione delle spese in quota fissa e variabile. Nella prima categoria ricadono anche i costi sostenuti per le perdite di distribuzione del calore per l’inefficienza dell’impianto.

La divisione della quota fissa, secondo le nuove tabelle millesimali, è calcolata a seguito di una diagnosi energetica del condominio che prevede un’ispezione e successiva valutazione: delle caratteristiche dell’edificio, della centrale termica e dei sistemi di distribuzione ed emissione di calore.

Anche per le aziende è stato introdotto l’obbligo di diagnosi energetica dal decreto legislativo 102/2014. L’inadempienza porta a multe elevate che vanno fino a 40.000€. L’obbligo è entrato in vigore dal 5 dicembre 2015 e deve essere svolta ogni 4 anni.

La diagnosi energetica, oltre ad essere un obbligo di legge, fornisce anche una concreta opportunità di risparmio. Si va infatti ad indagare perchè un immobile ha certi consumi per intervenire e migliorare le inefficienze e gli sprechi.

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Quando effettuare una diagnosi energetica 10200?

Il decreto ministeriale del 26 giugno 2015, nell’articolo 5.3, individua le situazioni in cui è previsto l’obbligo diagnosi energetica nei condomini.

Nel caso di ristrutturazione o di nuova installazione di impianti termici di potenza termica nominale del generatore maggiore o uguale a 100 kW, ivi compreso il distacco dall’impianto centralizzato anche di un solo utente/condomino, deve essere realizzata una diagnosi energetica dell’edificio e dell’impianto che metta a confronto le diverse soluzioni impiantistiche compatibili e la loro efficacia sotto il profilo dei costi complessivi (investimento, esercizio e manutenzione). La soluzione progettuale prescelta deve essere motivata nella relazione tecnica…”

“…La diagnosi energetica deve considerare, in modo vincolante ma non esaustivo, almeno le seguenti opzioni:

  1. a) impianto centralizzato dotato di caldaia a condensazione con contabilizzazione e termoregolazione del calore per singola unità abitativa;
  2. b) impianto centralizzato dotato di pompa di calore elettrica o a gas con contabilizzazione e termoregolazione del calore per singola unità abitativa;
  3. c) le possibili integrazioni dei suddetti impianti con impianti solari termici;
  4. d) impianto centralizzato di cogenerazione;
  5. e) stazione di teleriscaldamento collegata a una rete efficiente come definita al decreto legislativo n. 102 del 2014”.

Chi effettua una diagnosi energetica del condominio?

Effettuare una diagnosi energetica del condominio non è semplice e richiede una serie di conoscenze e capacità tecniche. Una volta redatta la diagnosi tecnica dell’efficienza energetica, occorre consegnare la pratica all’ENEA, un soggetto istituzionale con il compito di controllo e verifica. Questo organo ha anche l’incarico di stilare un piano d’azione degli interventi da realizzare nel medio-lungo periodo per il miglioramento dell’efficienza energetica.

I soggetti che si possono occupare delle diagnosi per le grandi imprese o per le imprese ad alto consumo energetico sono:

  •      Società di Servizi Energetici (ESCo),
  •      Esperti in Gestione dell’Energia (EGE)
  •      Auditor Energetici certificati secondo quanto indicato dalla normativa tecnica.

Per le diagnosi energetiche condominiali, eseguite al fine di migliorare l’efficienza o per la contabilizzazione del calore, sarà il tecnico abilitato alla manutenzione ad eseguire la diagnosi di efficienza energetica degli impianti di climatizzazione invernale.

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I passaggi eseguiti in un processo di diagnosi energetica

Durante la diagnosi energetica di un condominio si percorrono le seguenti fasi:

  1. Prima di tutto vengono analizzati i consumi sostenuti dai condomini nel corso degli anni e i loro livelli di benessere e soddisfazione. Una bolletta del riscaldamento alta contro un ridotto comfort abitativo è sinonimo di un impianto termico inefficiente.
  1. Si passa ad un’analisi esatta dello stato di efficienza in cui si trova l’edificio. Si esaminano: l’involucro esterno delle pareti, le tubazioni e gli impianti. Un tecnico abilitato si recherà presso il condominio per effettuare un sopralluogo tecnico.
  1. Una volta raccolti i dati si procederà con il calcolo del fabbisogno energetico del condominio. Questo sarà diverso da zona in zona e da edificio a edificio in quanto incidono molto sulla diagnosi energetica sia la grandezza dell’edificio, sia la zona geografica in cui si trova.
  1. Una volta individuate le cause avviene la stesura del piano di interventi da fare per offrire un migliore rapporto costi/benefici.

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