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Norma uni 10200: novità, esenzioni e obblighi

da Apr 17, 2019Contabilizzazione

Sono passati quasi cinque anni dall’entrata in vigore del decreto legislativo che impone l’osservanza della norma Uni 10200 per la corretta ripartizione spese riscaldamento. Ancora oggi però ci sono alcuni condomini che possono essere considerati “non a norma”. In questo articolo trattiamo giuridicamente la norma dalla nascita fino all’ultimo aggiornamento del 2018.

Cos’è la Uni 10200?

La Uni 10200 è una norma tecnica elaborata dal Comitato Termotecnico Italiano a seguito della direttiva europea del 2012 volta al raggiungimento del risparmio energetico globale. La norma detta i criteri per una corretto riparto spese riscaldamento applicabile a tutti gli edifici condominiali con impianti termici centralizzati.

Il decreto legislativo 102/2014 (aggiornato dal D.Lgs. 141/2016 e dal D.L. 244/2016) obbliga i condomini ad adottare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione dei consumi individuali, al fine di ottimizzare i consumi, e un sistema di ripartizione delle spese basato sui criteri della normativa Uni 10200, al fine di ridurre gli sprechi energetici.
Il criterio di base della Uni 10200 è quello di ripartire il consumo di ogni appartamento in due voci: volontario e involontario.

  • Volontario: dipendente dalle azioni dell’utente e calcolato grazie ai ripartitori individuali.
  • Involontario: derivante dalle dispersioni di calore e dalle inefficienze dell’impianto e calcolato sulla base dei millesimi riscaldamento.
norma uni 10200

Le criticità della vecchia versione della Uni 10200

La norma Uni 10200 ha subito, nel corso degli anni, diverse variazioni a causa di alcune criticità emerse in fase applicativa.

Precedentemente al 2015 la norma prevedeva un calcolo dei millesimi condominiali del riscaldamento basato sulla quantità di radiatori presenti nell’appartamento e sulle loro dimensioni.

Dopo il 2015 questo concetto di potenza del radiatore è stato superato per dare maggiore spazio all’idea del “fabbisogno di calore” di ogni immobile. Gli appartamenti che “sprecano” di più, cioè disperdendo più calore, hanno un valore millesimale più alto.

Anche questa versione però ha riscontrato alcune inesattezze nell’applicazione pratica. Nei condomini non isolati costruiti negli anni ottanta o novanta, spesso le unità immobiliari che avevano una posizione planimetrica svantaggiata (attici o piani terra) erano penalizzati dalle inefficienze energetiche dell’intero condominio.

Le novità della Uni 2018

Queste criticità hanno portato ad una riscrittura totale della UNI 10200. La nuova versione del 2018 ha introdotto 6 punti essenziali:

  1. Ripartizione delle spese del riscaldamento secondo dei principi più corretti;
  2. Inserimento dei criteri per la ripartizione delle spese del raffrescamento estivo;
  3. Definizione della procedura di calcolo nel caso di appartamenti con uso discontinuo;
  4. Criteri di calcolo per la divisione delle spese del riscaldamento in appartamenti con strutture impiantistiche particolari;
  5. Obbligo di diagnosi energetica del condominio;
  6. Identificazione di 4 livelli per il calcolo della potenza dei radiatori.

Per assolvere al 3 punto, ovvero immobili poco abitati o con impianto autonomo, con l’aggiornamento del 2018 si è introdotto un coefficiente chiamato “fattore d’uso” che permette di correggere il consumo involontario nel caso in cui l’utilizzo è stato saltuario. Tale fattore incide in modo inversamente proporzionale, meno è abitato l’appartamento maggiore è l’incidenza della quota involontaria. Inoltre, tale coefficiente non si calcola sul fabbisogno ideale di energia ma sul quantitativo effettivamente erogato.

Per quanto riguarda la diagnosi energetica del condominio, è stato introdotto l’obbligo con l’aggiornamento del 2018. La ripartizione del consumo invariabile avviene a seguito di una diagnosi energetica effettuata dal sopralluogo di un esperto. Questa verifica ha lo scopo di valutare le caratteristiche termiche della struttura e degli impianti.

I livelli citati al punto 6 per il calcolo della potenza dei radiatori sono 4:

  • La potenza termica si calcola in base alla UNI EN 442-2;
  • Se il radiatore è stato installato prima dell’entrata in vigore della norma, si osserva qualsiasi norma tecnica nazionale (Uni o altra);
  • Se il radiatore non rientra nelle norme nazionali, la potenza è determinata da organi qualificati;
  • Se non è possibile osservare nessuno dei livelli precedenti, per la potenza termica si utilizza un metodo di calcolo che sia stato sperimentato.
norma uni 10200

Esenzioni dall’applicazione della Uni 10200

I casi di esenzione dall’applicazione della Uni 10200 possono essere:

  1. Se il fabbisogno termico per il riscaldamento tra un appartamento e l’altro del condominio si differenzia per un valore maggiore al 50% (dato che deve essere comprovato da una relazione tecnica), l’assemblea può decidere di non osservare le norme UNI 10200 e ripartire le spese con una percentuale stabilita (un valore maggiore o uguale al 70% per la quota volontaria e la restante parte come quota fissa riscaldamento.)
  2. Negli edifici polifunzionali o nei condomini che in data precedente a quella d’entrata in vigore del decreto legislativo 102/2014, avevano già previsto un sistema di contabilizzazione e divisione delle spese di riscaldamento.
  3. Nei casi un cui un’approvata perizia tecnica, e un conseguente consenso assembleare, stabilisca che esista un altro sistema di riqualificazione più conveniente rispetto a quanto conseguibile con il sistema di contabilizzazione.

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